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Fiodor's Journal [entries|friends|calendar]
Fiodor

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(5 spits | spit in my cup)

Ritorno a casa [18 Jun 2010|09:41pm]
Da sei mesi mio nonno era ricoverato al reparto cure palliative dell'hospice il Tulipano, ad Affori.
Oggi telefono a mia madre.

Mamma - Sai che dimettono il nonno?
Fiodor - Come lo dimettono? Deve tornare a casa?
- Sì, hanno detto che ora è migliorato e sta troppo bene per restare lì, non è più malato terminale.
- E la nonna cosa ha detto?
- La nonna ha detto alle infermiere che lo dimettono. Le infermiere chiedono perché e la nonna gli risponde "perché non muore!" alché le infermiere fanno le corna e gli infermieri si toccano.

E così il nonno torna a casa e riscriviamo la definizione di malato terminale.

(4 spits | spit in my cup)

Bertolaso e le parole grosse [06 Apr 2009|05:50pm]
 
Dopo aver usato parole grosse per il superscienziato veggente, il rilancio:

BERTOLASO: PEGGIORE TRAGEDIA DEL MILLENNIO

La risposta che cerchi è:
  1. Il capo della protezione civile vuole sminuire la tragedia dicendo che negli ultimi nove anni effettivamente non c'era stato niente di simile, ma che prima del 2000 ne aveva viste di peggio.
  2. Bertolaso vuole rincuorare gli italiani, nel suo messaggio è implicito che per i prossimi 990 anni non dovrebbe succedere più niente di serio.
  3. Bertolaso possiede un precursore sismico (migliore di quello di Giuliani) che gli permette di prevedere i terremoti per il resto del millennio.
  4. Bertolaso dipinge più grande la minaccia e quindi i suoi meriti.
  5. Bertolaso voleva usare parole grosse, ma ha scelto quelle sbagliate.

(3 spits | spit in my cup)

Epidemia Mortale [26 Jan 2009|03:29pm]
 
Alberto - "Hai saputo di quella cosa che sta succedendo in Argentina? Sta devastando il paese, è un'epidemia micidiale..."
Fiodor - "Cioè? Una malattia?"
Alberto - "Sì... c'è il panico generale in tutta la nazione, allerta massima. Hanno scoperto che sta morendo gente che non era mai morta prima!"

(1 spit | spit in my cup)

Mozart Today [13 Jan 2009|04:25pm]
From Test

(8 spits | spit in my cup)

Giustizia insensibile [15 Jul 2008|09:12pm]
 
Mamma - "Sono andata a testimoniare al processo per Anna"

Fiodor - "Come è andata? Il suo compagno lo fanno restare in Italia?"

M - "Il giudice mi ha chiesto se abitavano insieme. Io gli ho detto di sì, che gli avevo anche dato una brandina per la casa. Lui ha detto che i vicini dicono diversamente."

F - "Quindi?"

M - "Quindi gli ho chiesto se potevo parlare dei sentimenti"

F - "E il giudice?"

M - "Ha detto che i sentimenti non hanno alcun peso per la giustizia italiana e che è già abbastanza difficile capire se abitavano insieme, figurarsi capire se si amavano davvero."

(spit in my cup)

Incubatore [12 May 2008|02:34pm]
Apa deve avermi attaccato qualche strana malattia del sonno.

Ieri sono riuscito ad addormentarmi solo alle cinque, dopo una notte passata a gridare disperazione contro una figura luminescente e odiosa che appariva nella stanza di fronte. Quando ho riavuto vita nel corpo sono riuscito ad alzarmi, andare a vedere se il mio amico era tornato a casa, se non fosse rimasto chiuso fuori con quell'altra ragazza. Nell'appartamento non c'era nessuno, forse erano restati a dormire fuori.
Quindi un elicottero precipita davanti alla spiaggia e trapanando l'acqua con l'elica si spezza ed esplode. Subito arriva una motovedetta per finire i superstiti.
I proiettili traccianti raggiungono uno a uno i naufraghi. Sgomento, ma non cedo alla paura e riprendo la scena, poi scappo sulle colline sabbiose seguito da qualcuno che crede di salvarsi.

Solo a mezzogiorno, al risveglio, ammetto che non c'era alcun amico in programma, né ospiti e quella figura di luce probabilmente era uno stupido lampione.


Oggi tornano i pericolosi velivoli.

Mi sveglio quando un annuncio in inglese gracchia di allacciare le cinture.
Mi ero addormentato e stiamo atterrando, Apa è di fianco a me.
Qualcosa non va. Gli oblò da entrambi i lati sventolano palazzi a una distanza preoccupante. Non mi risultava che dovessimo atterrare a Londra City e nemmeno Apa sembra molto tranquillo. Comincio a cagarmi sotto, le ali in punta sfiorano gli edifici, portano via vasi e biancheria. Ad ogni blocco folate di vento fanno oscillare l'aereo che rallenta sempre di più. E' inclinato all'indietro, i motori non danno potenza, c'è un guasto. Stiamo scendendo a venti metri, dieci, l'aereo è fermo e non tocca terra. E' uno schianto agognato, ma negato. Questo maledetto sta calando come un elicottero, se tocca terra si spezza.
Qualcuno dietro mi dice di scendere prima che atterri. Mi tolgo le cinture e solo ora mi rendo conto che non c'è alcuna capotta, quindi salto fuori. Via prima che tutto sia in fiamme.

Ci allontaniamo rapidamente, nessuno in giro finché non arriviamo a una strada di montagna.

"Dove ci troviamo?"
"A Ginevra", risponde una turista.

Ginevra. La compagnia aerea mi dovrà rimborsare il ritorno, questo scherzo mi costerà almeno duecento euro. Sono molto contrariato, andiamo a prendere un autobus per Ginevra. Saliamo, l'autobus è pieno e parte, sistemo le valigie. Due, tre fermate, periferia, violenza verbale, criminalità.
Due controllori in testa si alzano, io e Filippo sappiamo di avere sbagliato.
In piedi frugo nelle valigie, lui resta ad aspettare senza scuse.
La gente è davvero tanta, la donna in uniforme mi passa davanti, non chiede niente.
Mancano due fermate a Ginevra, fermi a un semaforo.
Dalla strada un borghese forza la porta d'emergenza alla sinistra del guidatore, entra, apre il separé e insieme a cinque agenti di polizia inglese trascinano fuori l'autista.
Lo prendono a pugni in bocca. "Ti sei costituito, bastardo!?". Costituito?
Viene lanciato fuori dal bus, sconvolto e colpevole non riesce a parlare. Un agente motorizzato lo prende al collo, lo benda stretto, gli tappa la testa con un casco, lo sbatte sulla moto, blocca l'acceleratore e lo spara a missile attraverso la piazza, sulla rotonda statale. E' un attimo: la moto cade, un furgone, un'auto, un'altra moto, un carosello di ruote gli passa sopra. Sparisce.

Mi sono distratto e ora la donna mi chiede il biglietto, spiega che quell'uomo truffava le assicurazioni simulando gravi incidenti. Un contrappasso, ma quanta severità questa polizia. Cosa succede a chi non ha il biglietto?
Sinceramente mi spiego e la controllore non la prende male, mi chiede ottanta euro, ne prende cinquanta e me ne dà quaranta di resto. Rimango interdetto, cerco di spiegare l'errore, lei mi fa zitto e capisco che è un favore.

Non ricordo niente poi, solo baci morbosi.

(spit in my cup)

[15 Mar 2008|11:18am]
Tsangyang Gyatso, (Tibetan: 'ཚངས་དབྱངས་རྒྱ་མཚོ',Wylie transliteration: Tshangs dbyangs Rgya mtsho), (1683 – November 15, 1706) was the sixth Dalai Lama. He was a Monpa by ethnicity. He led a playboy lifestyle and disappeared, near Kokonor probably murdered on his way to China in 1706. Tsangyang Gyatso composed poems and songs that are still immensely popular in Tibet to this day.

(spit in my cup)

[04 Mar 2008|10:49pm]
Ieri, 3 marzo, come molti sapranno grazie ai vignettisti di Google, si festeggiava in tutto il mondo il compleanno di Alexander Graham Bell, inventore del telefono.
Tra circa un mese, Il 13 aprile, si festeggerà invece il compleanno di Antonio Meucci, colui che ha inventato il telefono.

Qualcuno potrebbe obiettarmi che queste informazioni sono contraddittorie.
Tutt'altro, ecco la giustificazione illustrata:




L'osservatore attento se ne sarà già accorto: i risvolti delle giacche sono identici e questo non lascia spazio a dubbi: Alex e Antonio sono la stessa persona.

Vi starete chiedendo perché Meucci abbia fatto causa a Bell, se Bell era lui stesso.

La spiegazione:
Antonio, dissanguato da debitori insolventi, con una moglie invalida a carico, sopravvive solo grazie alle elemosine degli amici.
Il continuo insuccesso nel trovare finanziatori per il suo progetto portano la sua fantasia delusa a trasformarsi in qualcosa di concreto quando, attorno al 1874, perde completamente la ragione e inizia a soffrire di disordine dissociativo dell’identità.
Nasce Alexander Graham Bell, uomo spocchioso dal nome altisonante, scienziato senza scrupoli, tronfio come una campana, dotato di quella sicurezza di sé che all'umile Antonio sarebbe sempre mancata.
In breve Bell trova i finanziatori per il brevetto telefonico.
I dati biografici dimostrano come entrambi si trovassero a New York in quel periodo.
Con i proventi il suo stato di indigenza rientra e con esso la sua seconda personalità.
Antonio, riavutosi, non si rende conto di quello che ha fatto, ma presto riceve notizie del brevetto depositato da Bell. Il resto è storia.

(2 spits | spit in my cup)

Incomprensione [09 Dec 2007|03:03pm]
 

Nell'ultima riunione a casa Paglia abbiamo parlato di Decameron. Oggi la trasmissione di Luttazzi è già chiusa.
La satira politica era diretta, simpatica, brillante, diretta, diretta e diretta. Secondo me, il punto forte del contenuto.
A contrappunto una serie di sequenze recitate. Scenette grottesche, immorali, di pessimo gusto, male interpretate dagli attori ignoti.

Partendo dall'incontrovertibile assunto che Luttazzi sia estremamente intelligente ho pensato questo:

  1. Luttazzi farcisce la sua trasmissione di umorismo da latrina perché ha avuto il permesso di farlo. L'unico motivo per cui ha deciso di utlizzare metà del tempo allo scopo di imbarazzare lo spettatore è semplicemente perché può. Come a dire: "sono tornato e adesso faccio il cazzo che voglio". La spocchia dei giusti.

  2. Luttazzi sta cercando di aprire gli occhi agli spettatori della televisione pubblica. Il suo è un gesto profondamente educativo. Quello che vuole dirmi è questo: con un contenuto così originale e qualitativamente superiore, per rientrare negli standard della televisione pubblica è necessario controbilanciare aggiungendo tonnellate di cagate insopportabili. Se da un lato raggiungo vette mai visitate dalla trasmissione italiana media, dall'altro scavo solamente poco sotto il cratere consolidato dagli inveterati minatori di merda dei palinsesti nazionali.

  3. Ultima ipotesi, meno plausibile. Luttazzi ha pensato ai bambini. Ai bambini la politica non interessa, annoia. Sono abituati a quelle cose lì e lui gliene offre a piene mani, negli anni '80 compravamo Lo Sporcaccione, oggi i nostri cuginetti si guardano le parti più succose di Decameron.



Tutto inutile comunque, nessuno ha voluto capire, si chiude bottega di nuovo.





Oggi Luttazzi scrive sul suo blog:

Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.

Sento che tornerà, continuerà a tornare e avrà un fegato sempre più grosso, una bile sempre più verde.
Grazie Luttazzi, secondo solo al Razzi.

(2 spits | spit in my cup)

Imprinting [21 Nov 2007|03:35pm]
No use for shampoo
Mamma - Sono stata in montagna. I gestori della trattoria hanno deciso di comprare il terreno attorno a loro.

Il comune ha detto che se lo vogliono devono anche praticare la pastorizia e istruire i bambini dei paesini attorno sulla vita degli animali.

Poi ho parlato con un contadino della zona, mi ha detto che hanno assunto un diplomato in agraria per organizzare l'allevamento.

Pare che non sia tanto bravo.
Prende un piccolo gregge di pecore e uno di capre, poi si accorge che non ci sono montoni e allora va a comprare un agnellino. Nel frattempo il gregge di pecore si disperde. Lascia l'agnellino insieme alle capre. L'agnello cresce e diventa un bel montone, ma delle pecore non ne vuole sapere, continua a scornarsi con il capro che giustamente non accetta l'intruso.

Povero montone, incapace di amare la sua razza e ripudiato dalle capre che ama.

Nonno - E' per via dell'imprinting. C'era quell'etologo che veniva sempre seguito da un anatra perché era la prima cosa che aveva visto e lo credeva sua madre. Una volta ho visto un documentario in cui un anatroccolo seguiva un pallone convinto che fosse il genitore.

Mamma - Lo so bene, è successo anche con Fiodor. Quand'era piccino ha visto un computer e sì è convinto che fosse sua madre, non siamo più riusciti a separarlo.

(1 spit | spit in my cup)

[04 Nov 2007|11:43pm]
Il FIAC non era particolarmente interessante, ma lontano dal dorato mondo delle gallerie d'arte sopravvive ancora qualche autentico artista.

(spit in my cup)

[20 Oct 2007|05:13pm]
Mamma - Perché non ti fai qualche piercing?

(2 spits | spit in my cup)

[24 Sep 2007|10:05pm]
Mamma - Cosa vuoi sopra alla pizza?
Nonno - Cosa voglio sopra alla pizza? Dipende, sotto cosa c'è?

(2 spits | spit in my cup)

Capitolo IV [09 Jul 2007|01:42am]
Povero cane. Non sono un povero cane. C'è un povero cane su un terrazzo che giorno per giorno fa lo stesso giro costeggiando il muro senza vedere altro. Attorno a lui, giorno dopo giorno si accumulano le sue feci, le sue urine e si disegnano decori orografici di estasiante abbandono.
Ho avuto molto lavoro da quando sono arrivato a Barcellona, da nove giorni.
Oggi ho avuto il tempo per attaccare con le puntine la mappa della città su una delle tre placche di sughero appese alla parete. La lavagna vuota suggerisce che mi trovo all'inizio di un'avventura da riempire.
Non avevo mai abitato coi gabbiani. Fatta notte i gabbiani si trovano per ridere assieme organizzandosi in file sulle grondaie. Parte il primo in un assolo e i compagni si aggiungono a cascata. Nella notte può terrorizzarti un suono così sinistro. E' il suono di quei clown che i bambini vincono alla pesca dei cigni, al luna park. Questi clown con la testa di gomma dura, il corpo di spugna e il vestito di petrolio rosso scintillante ospitano nel ventre una scatola malvagia che gracchia una risata disumana gutturale e meccanica.
La visuale dalla mia stanza è una lussureggiante foresta di antenne, dominata da una gru. Quando sulla gru si posano i gabbiani mi chiedo se la gru comprenda l'ironia.
Arrivata la notte per le strade escono gli uomini della nettezza per il loro momento di gloria. Con dei grossi tubi d'acqua spazzano le strade dalle immondizie e dissodano i relitti umani.
Le prostitute modello saltano dentro e fuori dai bar non sapendo decidere se fumare o se restare asciutte.
Io mi occupo di condire prodotti finanziari mentre nell'aria di questa stanza si moltiplicano le spore unte della calura estiva. Spesso il cane nero rimane per ore fermo al sole, sdraiato con il muso tra le zampe distese. Attraverso la lente della fotocamera posso vedere che ha una ferita sopra l'occhio, è un cane da combattimento per questo alla sera qualche volta sparisce.
Un gabbiano abbandonato si aggira a piedi sul cornicione del palazzo di fronte, grida aiuto a destra e a sinistra e minaccia di suicidarsi. Improvvisamente si rende conto di essere solo un gabbiano e vola via. Provo anche io a rendermi conto di essere solo un gabbiano, ma improvvisamente mi rendo conto che è tardi e devo consegnare.
Quando poi salto per aggrapparmi alla trave del paranco sulla terrazza il cane balza sul parapetto e mi abbaia contro da lontano. Credevo che una turbolenza nel vuoto gli avrebbe fatto bene. In effetti sembra eccitato, vuole raggiungermi. Il gabbiano butta uno sguardo al cane, senza compassione.
Al mercato mi vendono una lucente scatola di plastica con scritto "Rucola". Quando arrivo a casa e la apro ci trovo dentro solo erba infestante, il filetto di pollo sussulta un attimo nell'incarto e poi si rompe in un pianto inconsolabile e senza ritegno.
Sono un figlio cattivo e rischio anche di lasciar morire il mio cognome

(6 spits | spit in my cup)

Buona Natale [26 Jun 2007|11:44am]
Partendo per la Spania mi getto alcuni oggetti dalle scale.
Natale arriva prima, arriva ora e non guarda in faccia a nessuno.
Per chi ha fatto il bravo almeno un mese quest'anno, io regalo:
  • Un televisore Mivar di grande fascino, tot pollici, stile primo TV famiglia immigrante, schermo bombato HDRI super-reflecting.
  • Un monitor ViewSonic E70, tot pollici, CRT, VGA only, back and forth BDSM, MMF, ex proprietà EA
  • Un letto matrimonio andato male con spuntoni di ghisa mortali e testata oscillante, materasso con acari incluso
Si faccia avanti se fossi interessati e se ci hai li bracci per portarti via i regali.
Hai tempo 3 giorni.
  • NEW ENTRY: uno stereo portatile sony stile future ghetto chic, lettore CD funzionante, lettore cassette fuori uso, radio funzionante, antenna spezzata. Polvere inclusa.

(4 spits | spit in my cup)

[19 Mar 2007|05:20pm]
Fiodor - Mamma, mi presti l'aspirapolvere?
Mamma - Sì, però riportala
Fiodor - Certo
Mamma - Sei come un buco nero, tutto quello che entra in casa tua non torna più indietro

(2 spits | spit in my cup)

[05 Mar 2007|07:09pm]
di nuovo quell'aroma di tartufo

(spit in my cup)

Il mio cuore di spurgo [15 Feb 2007|02:06pm]

Quando sveglio di mattina l'odore del vostro odore
Il dio sa che non sto facendo bene
Siete la mia clementina, il mio sole dolce
Un diamante scintillante nel vostro occhio

Cuore di spurgo, il mio cuore di spurgo
Non taglierete il mio cuore di spurgo?
Sopra le montagne dal mare e dal puntello
Spero che veniate battendo al mio portello

Il bambino del bambino viviamo in un pattino
E gli dirò alcune cose che usi fare
Siete un libro rotto, un truffatore del truffare
Avete rubato il mio cuore con appena uno sguardo

Cuore di spurgo, il mio cuore di spurgo
Non taglierete il mio cuore di spurgo?

(2 spits | spit in my cup)

La poesia contemporanea come alternativa al defecare ovvero il blocco note del poeta maleducato [12 Feb 2007|03:23pm]

Nel bagno della stazione ho masturbato il mazzo con parole colorite come tante margherite lanciate a gran corsa dal tuo treno in figa. Quanto al mio viso ricoperto di speranza bianca non è nebbia che si assaggia, non è roba che va via con l'acquaragia.

(spit in my cup)

[09 Feb 2007|10:33pm]
Mi sono tagliato la gola per errore, addio

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